Agriturismi sulla sponda lagunare, l'appello del Conte Marcello: dalla foce del Dese fino a Torcello e Burano, un percorso di navigazione sostenibile
Fruire della laguna in un percorso “esperienziale” che permetta di navigare tra i canali nel rispetto dell’ambiente naturale, procedere con la giusta lentezza per non disturbare le oasi di uccelli, anche rari, e per non danneggiare il delicato equilibrio dell’ecosistema.
E’ questa la proposta del Conte Claudio Marcello, proprietario dell’agriturismo immerso nella valle Paliaga, in zona Tessera, affacciato ad un angolo di laguna e barena che ospitano una vera e propria oasi di avifauna di grande pregio. Una proposta sostenuta anche da Confagricoltura ed Agriturist Venezia.
LA PROPOSTA: PERCORSO DI NAVIGAZIONE SOSTENIBILE DALLA FOCE DEL FIUME DESE FINO ALLE ISOLE DI TORCELLO E BURANO
“La mia proposta è di adibire a percorsi di navigazione sostenibile alcuni tratti di laguna che presentano oasi naturalistiche di pregio insieme ad importanti elementi storici ed artistici, oltre che a caratteristiche componenti sociali – spiega il Conte Marcello. - Il primo percorso che propongo di dedicare alla navigazione esperienziale, è quello che parte dalla foce del fiume Dese e arriva fino alle isole di Torcello e Burano, un tratto che include elementi di grande valore naturalistico, artistico e sociale. Aggiungo anche che in questo modo si potrebbe stabilire un collegamento di navigazione “sostenibile” tra il museo di Altino, quello di Torcello e quello dei merletti di Burano. L’ecosistema lagunare è da tempo devastato da imbarcazioni che spesso non rispettano alcun limite di velocità e che diventano un pericolo per l’equilibrio naturale e per una navigazione in sicurezza. A questo proposito riterrei opportuno ripristinare anche l’originale Meandro in testa al canale Osellino e chiudere il recente tratto artificiale creato per velocizzare la navigazione. In aggiunta a ciò la posizione di video sorveglianza potrebbe favorire il rispetto delle norme di navigazione”.
AGRICOLTORI CUSTODI DELLA TERRA
L’appello del Claudio Marcello è sostenuto da Confagricoltura Venezia, di cui il Conte è socio.
“Gli ecosistemi naturale sono un patrimonio della collettività – sottolinea Marco Aurelio Pasti, presidente di Confagricoltura Venezia. - A torto gli agricoltori sono accusati di non rispettare il territorio e preciso che è vero il contrario: noi siamo i primi custodi della terra, la conosciamo e la rispettiamo. Speriamo dunque che l’appello del Conte Marcello sia accolto dalle autorità locali competenti perché si possa attuare una sperimentazione di navigazione sostenibile proprio nell’area indicata”.
IN TEMPO DI COVID AGRITURISMI PER UN TURISMO DAVVERO SOSTENIBILE
In sintonia con la proposta del Conte Marcello anche Luigi Toffoli, presidente di Agriturist Venezia. “Gli agriturismi hanno pagato un prezzo altissimo a causa delle misure anticovid che ne hanno limitato fortemente le attività, ma voglio ricordare che le nostre imprese hanno un grande valore aggiunto perché sono immerse nel paesaggio naturale e contribuiscono al rispetto di oasi naturali ed elementi artistici – conclude il presidente Toffoli. - Per questo la proposta di avviare un percorso di navigazione sostenibile è assolutamente in linea con lo spirito che anima le nostre imprese. Infine sottolineo che questo nostro modello anticipa già da tempo il tanto auspicato turismo sostenibile che pare di fatto il più adatto, sotto tutti i punti di vista, a svilupparsi in questa fase di pandemia e post pandemia”.
L’ OASI NATURALE DI VALLE PALIAGA
L'Agriturismo Paliaga, di proprietà di Claudio Marcello (discendente dell'antica famiglia Marcello), è dimostrazione di quanto si possa offrire lavorando con passione e dedizione maturate in anni e anni di vita tra campagna e laguna, nonché con profonda conoscenza dell'ambiente naturale tipico della gronda.
Nell'area sono stati creati due laghetti in cui, con il mutare delle stagioni, si alternano le più caratteristiche specie di uccelli del nostro territorio.
La particolare posizione dell'azienda agricola tra laguna e foci del Dese, la rende "strategica" sia per la sosta di uccelli migratori sia per quella che trova difficoltà ad alimentarsi in laguna durante le fasi di alta marea.
Garzette, aironi cenerini, aironi rossi, cavalieri d'Italia, alzavole, marzaiole, volpoche, l'Ibis sacro e moltissime altre specie allietano i visitatori dell'agriturismo divenuto ormai una meta per importanti fotografi naturalisti del Veneto e di altre parti d'Italia che fotografano restando in automobile per non spaventarli.
Gli uccelli sono abituati ai mezzi che percorrono lentamente i sentieri: guardano un po' incuriositi, poi continuano a mangiare tranquilli tra una migrazione e l'altra, stagione dopo stagione, anno dopo anno. Per le varie specie è un'oasi sicura tanto che alcuni gruppi si fermano addirittura a nidificare. Ecco perché tra maggio e giugno l'area è tutta un pullulare di pulcini di Cigno reale, folaga, gallinella d'acqua, pavoncelle, tarabuso etc. Il tutto a costituire un esempio di nicchia del turismo rurale.
