L’allarme di Confagricoltura Venezia: risalita cuneo salino a Chioggia, rischio desertificazione
Cambiamenti climatici e agricoltura. A Chioggia la siccità fa avanzare l’acqua salata dei mari fino ai campi. Un inverno e una primavera senza piogge e quest’estate temporali isolati, ma ancora i campi soffrono per la siccità e si ripresenta il problema della risalita del cuneo salino.
Acqua salata nei canali destinati all’irrigazione dei campi
“In alcune aree del territorio di Chioggia gli agricoltori non possono usare l’acqua per scopi irrigui, anche se circondati da fiumi e canali – evidenzia Nazzareno Augusti, segretario di Confagricoltura a Chioggia e Cavarzere. - Le piogge sempre più ridotte fanno diminuire il flusso di fiumi e canali e ciò permette la risalita del cuneo salino con l’acqua di mare che va a sostituire l’acqua piovana. Il fenomeno rende di fatto l’acqua inutilizzabile a causa della concentrazione di sale dovuto alla presenza di acqua marina”.
Ancora fermo il progetto di sbarramento del cuneo salino
Da tempo si parla di un progetto per bloccare la risalita del cuneo salino fin nell’entroterra. Esiste infatti un progetto per la realizzazione di uno sbarramento sul fiume Brenta che impedirebbe all'acqua marina di arrivare ai canali irrigui. Nel Brenta infatti confluiscono i canali Busiola, canal di Valle e i fiumi Bacchiglione e Gorzone. Il fenomeno della risalita del cuneo salino arriva a coinvolgere quindi un territorio ben più vasto dell’area di Chioggia e Cavarzere.
La realizzazione dell’opera di sbarramento permetterebbe di utilizzare in sicurezza l'acqua a fini irrigui per migliaia di ettari.
Appello al Magistrato alle Acque, responsabile della realizzazione del progetto
“Il nostro obiettivo è sollecitare le istituzioni preposte, ed in particolare il Magistrato alle Acque, perché lo sbarramento del cuneo salino sia realizzato al più presto – sottolinea il segretario Augusti. - Il Comune di Chioggia ritiene di avere fatto quanto di sua competenza. Sembra anche che i finanziamenti previsti siano effettivamente disponibili, ma tutto è ancora fermo. Il consorzio di bonifica, promotore del progetto, continua a sollecitare il Magistrato delle Acque in qualità di responsabile della realizzazione del progetto. Gli agricoltori hanno bisogno di risposte certe e celeri. Speriamo dunque che i lavori vengano avviati al più presto, altrimenti rischiamo di aggiungere i danni della siccità a quelli già provocati dall’emergenza Covid-19”.
A questo link il servizio del TGR dell'11 agosto.
