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Mele veneziane, un boom in 5 anni. La raccolta in provincia ha superato le 13mila tonnellate

IN ESPANSIONE I MELETI SUL LITORALE DA BIBIONE A CAVALLINO TREPORTI
INTERVISTA A STEFANO MUSOLA, PRESIDENTE SEZIONE FRUTTICOLTURA DI CONFAGRICOLTURA VENEZIA E PRODUTTORE DI MELE A PORTOGRUARO
 
Stefano Musola, presidente della sezione Frutticoltura di Confagricoltura Venezia, dirige l'azienda agricola con il fratello. In tutto l'azienda occupa 50 ettari nella zona di Portogruaro. Nel veneziano la coltivazione di meli si sta espandendo sul litorale da Bibione fino a Cavallino, un'area che, per qualità dei terreni, offre un valore aggiunto al prodotto. Molte aziende veneziane vendono le proprie mele a distributori che le esportano poi in tutto il mondo. Produrre mele è impegnativo ma anche vantaggioso visto che, se non ci sono imprevisti, si può ammortizzare l'investimento iniziale nell'arco di cinque anni.

Che posto occupa la produzione di mele del veneziano a livello regionale? In quali territori specifici del nostro territorio vengono prodotte le mele?
La produzione di mele nella provincia di Venezia occupa circa 350 ettari, quindi una piccola parte del settore agricolo, ma, come si può constatare, è in crescita. Questo è dovuto al fatto che il nostro territorio è adatto soprattutto per le varietà di mele rosse, vista la vicinanza al mare e la tipologia di questi terreni che danno un valore aggiunto alla qualità del prodotto.
 
Per quali ragioni si sceglie di produrre mele? Quali sono i vantaggi che offre agli imprenditori agricoli la coltivazione di questo frutto? Quale e quanto impegno è richiesto?
Si sceglie la produzione di mele perchè i frutteti possono entrare in produzione già dal secondo anno dopo l'impianto e quindi permettono il rientro dell'investimento anche entro cinque anni. Bisogna sottolineare però che sono davvero molte le variabili in grado di influenzare la produzione e quindi anche il reddito che ne può ricavare. Chiaramente l'impegno è notevole sia per quanto riguarda la professionalità richiesta, sia per la necessità di investimento economico e impiego di manodopera.
 
Può descrivere le attività della sua azienda e in particolare l'attività legata alla produzione di mele?
La mia azienda produce mele da quindici anni: siamo partiti con 3 ettari per poi arrivare ad avere una superficie di 25 ettari, grazie a continui investimenti. L'attività inizia con la potatura nel periodo invernale. In primavera c'è la fase delicata dei trattamenti contro malattie funginee ed insetti dannosi; segue l'allegagione – fase iniziale dello sviluppo dei frutti, successiva alla fioritura – che viene favorita anche grazie all'inserimento in azienda di molti alveari. Infine ci si concentra sulla fase di cascola durante la quale si cerca di portare le pianta al numero di frutti ottimale per avere una produzione di qualità. La fase di raccolta parte verso metà agosto: prima con la varietà precoce Gala, poi a settembre con la varietà Modì e Grenny, infine ad ottobre abbiamo la Fuji e a novembre la Crimson snow e la Rosy glow. In provincia di Venezia prevalentemente vengono prodotte queste varietà, a cui si aggiunge qualche nuovo inserimento lanciato nel mercato.
 
Quali sono i mercati a cui vi rivolgete? Mercato italiano o anche esportazioni all'estero? Quali sono le richieste che vengono fatte riguardo la qualità del prodotto? Lei personalmente vende alla grande distribuzione o localmente con un rapporto diretto con il consumatore? E la maggioranza dei produttori veneziani cosa scelgono?
La mia azienda vende tutto il nostro prodotto ad una cooperativa del Trentino, che esporta mele in tutto il mondo. Si tratta di una cooperativa che lavora perseguendo ottimi standard di qualità e massimo impegno alla maggiore riduzione possibile dei residui. L'obiettivo infatti è il costante consolidamento e ampliamento della presenza sul mercato.
L'andamento dei prezzi in generale è molto influenzato dalla quantità di mele prodotta in Europa e può variare di molto da stagione a stagione. Un altro fattore che influenza il prezzo è la qualita del prodotto che varia da azienda ad azienda. Per questo è molto importante puntare all'innovazione del frutteto in linea con le esigenze del mercato.
 

DATI ASSOMELA 2018 SU PRODUZIONE DI MELE
Nell'Unione europea il raccolto di mele nel 2017 è al livello più basso dal 2007.
Con una riduzione del 20% il raccolto complessivo ammonta a 10 milioni di tonnellate.
Un inizio anticipato della fioritura a maggio, il gelo ad aprile e il caldo di luglio hanno compromesso i volumi e la qualità.
Le conseguenze sono gravi soprattutto in Polonia e Italia.
L'export dovrebbe essere minore di un terzo rispetto alla produzione con 1 milione di ton. L'import, al contrario, è aumentato del 42% a 600mila tonnellate per soddisfare la richiesta ora che i volumi locali sono deludenti.
 

MELE, VENEZIA AL QUARTO POSTO IN VENETO PER PRODUZIONE E SUPERFICIE COLTIVATA
Il territorio veneziano è saldamente al quarto posto in Veneto per superficie totale coltivata, superficie in produzione e produzione effettiva quantificata in tonnellate.
 
DAL 2012 AL 2017 NEL VENEZIANO RADDOPPIATA LA SUPERFICIE COLTIVATA TOTALE
Dal 2012 al 2017 Venezia presenta un raddoppio della superficie totale coltivata passando da 184 ettari (2012) a 364 (2017).
Nel 2017 Venezia con 364 ettari è al quarto posto in Veneto dopo Verona con 4647 ettari, Padova con 403, Rovigo con 401.
 
DAL 2012 AL 2017 NEL VENEZIANO AUMENTATA DI UN TERZO LA SUPERFICIE COLTIVATA IN PRODUZIONE
Per quanto riguarda la superficie in produzione Venezia presenta un aumento di un terzo passando dai 182 ettari del 2012 ai 255 del 2017.
Nel 2017 Venezia con 255 ettari è al quarto posto in Veneto dopo Verona con 4520 ettari, Padova con 360, Rovigo con 345.
 
DAL 2012 AL 2017 NEL VENEZIANO PIU' CHE RADDOPPIATA LA PRODUZIONE IN TONNELLATE
Per quanto riguarda la produzione Venezia presenta un aumento che è più del doppio dal 2012 al 2017, passando rispettivamente da 5285 tonnellate a 13.296 tonnellate.
Nel 2017 Venezia con 13.296 tonnellate è al quarto posto in Veneto dopo Verona con 196.287, Padova con 20006, Rovigo con 19.223.
 
 

LA MELA AL BIVIO SECONDO “ITALIAN FRUIT NEWS”
 
Differenziare il prodotto in diversi segmenti del mercato
In Italia la mela è a un bivio. Come fa notare Roberto Della Casa, managing director di Agroter e Italiafruit News: “La mela è un prodotto oramai maturo nel vissuto del consumatore italiano. La concorrenza di vecchi e nuovi prodotti ortofrutticoli sta erodendo progressivamente quote di consumo alla mela a cui i frutticoltori e i loro Consorzi provano a rispondere con l’innovazione varietale. Quest‘ultima può essere una strada molto interessante se si rispetteranno le due regole base della segmentazione di qualunque mercato. La prima – aggiunge - è che la chiave o le chiavi di segmentazione siano percepibili dal consumatore. La seconda è che si investano sufficienti risorse per comunicare questi elementi, risorse che dovranno essere tanto più importanti quanto minori sono le differenze percepibili fra i prodotti, come dimostra il caso del vino, dove la segmentazione si è sviluppata man mano che cresceva la cultura sul prodotto. Se ciò avverrà si potrà ripetere il successo del cioccolato fondente che, grazie, alle chiavi di segmentazione origine e, soprattutto, contenuto percentuale di materia prima, il cacao, ha ottenuto incremento dei consumi e progressiva valorizzazione del prodotto agli occhi del consumatore, malgrado attributi nutrizionali non paragonabili a quelli della mela.
 
Obiettivo: declinare al meglio le nuove varietà di mele
In caso contrario la mela rischia di fare la fine del cacao, che come materia prima indifferenziata, scambiata alle borse merci, sta conoscendo a livello di quotazioni una delle crisi cicliche più gravi, soffocato da un eccesso di offerta rispetto alla domanda. Nello specifico, a mio avviso, dovremmo declinare meglio le nuove varietà di mele usando parametri di segmentazione comuni al fine di esaltare le differenze fra le stesse. Visto che l’orizzonte ci prospetta diverse decine di nuovi prodotti, l’aspetto sensoriale appare il più papabile, anche se non l’unico, soprattutto per l’Alto Adige, che può legare il prodotto a un territorio straordinario”.
 
Interpretare le mele in chiave sensoriale
Ma come si possono declinare le mele in chiave sensoriale? “Per le mele, occorre uniformare gli standard qualitativi alle caratteristiche specifiche di ciascuna varietà, anche se questo va a scapito dei quantitativi realizzati per ettaro. Occorre che il prodotto soddisfi il palato per le sue peculiarità distintive, solo così potremo dare valore all’innovazione varietale. Se le mele non sono eccellenti, qualsiasi segmentazione serve a poco e tutto si ridurrà ad una lotta all’ultimo centesimo per conquistare gli scaffali dei supermercati che, tra l’altro, avranno spazi sempre più ridotti per le mele, a fronte di un aumento delle varietà offerte. Non dimentichiamo poi altri elementi di segmentazione – aggiunge il managing director di Agroter - alcuni più immateriali ed emozionali, come la storia, la tradizione, l’esperienza e la passione, altri più materiali, come la funzione d’uso e l’occasione di consumo, fino alle tecniche di produzione”.
 
Importanza del mercato biologico
Il mercato del biologico in Italia cresce e continuerà a crescere nel breve a due cifre sulla spinta delle tendenze ecologiste e della preoccupazione per i pesticidi. Il biologico è infatti vissuto dal grande pubblico come prodotto pulito, è un bellissimo esempio di come la percezione sia ciò che influenza il consumo e come la comunicazione, non necessariamente quella degli spot televisivi, abbia un ruolo centrale nel determinare le tendenze, tanto che la parola sostenibilità e, conseguentemente, le produzioni sostenibili, stanno acquisendo via via valore per il consumatore proprio sulla spinta dei media con nuove opportunità per comunicare anche le varietà resistenti e i fitofarmaci a bassa tossicità.
 
 

QUALITA' NUTRIZIONALI DELLA MELA
La ricchezza in fibre, vitamine, molecole ad azione antiossidante e le proprietà benefiche come quella anti-cancro, ipoglicemica, prebiotica e antinfiammatoria, rendono la mela l’alleato perfetto per il benessere quotidiano. Scopriamo allora tutte le proprietà della mela e i suoi benefici. Povera di calorie e ricca di proprietà, la mela è il frutto del melo (Malus domestica), originario dell’Asia centrale.
Ad oggi è tra i frutti più diffusi e coltivati al mondo, tanto che risulta il più consumato nel nostro Paese dove è presente con circa 2000 varietà. Tra le varietà di mele più comuni troviamo la mela fuji (dal colore rossastro, dolce e molto succosa), la mela rossa (tra le quali troviamo la royal gala, molto diffusa nel nostro territorio, la si può gustare sia cruda che cotta, ha un sapore dolce e aromatico), la mela gialla (in questa categoria troviamo ad esempio la golden delicious, apprezzata per la sua croccantezza e la sua dolcezza), la mela verde (chiamata anche granny smith, è ideale per la preparazione dei succhi o centrifugati e si presta bene nelle preparazioni a base di mela cotta) e la mela renetta (questa varietà presenta una forma leggermente appiattita, con buccia giallastra e macchie scure, molto diffusa nella cucina altoatesina).
Ricca di nutrienti come le fibre, la vitamina C, molecole antiossidanti, a basso indice glicemico e povera di calorie (circa 52 Kcal/100gr).
Le mele sono composte principalmente da carboidrati e acqua, sono ricche di zuccheri semplici (come il fruttosio, il saccarosio, e il glucosio) ma presentano un indice glicemico basso, 36, e questo è sicuramente dovuto al buon contenuto di fibre. Una singola mela di medie dimensioni apporta circa 95 calorie ma contiene ben 4 grammi di fibre, che corrispondono a 1/6 della dose giornaliera raccomandata. Assumere giornalmente la giusta quantità di fibre è fondamentale per diverse ragioni: riduzione del tempo di transito intestinale e aumento del volume fecale, aumento della sazietà, riduzione della colesterolemia totale e/o LDL, riduzione della glicemia e/o insulinemia post-prandiali.
Valori nutrizionali per 100g di mele: Acqua 86 g kcal 52 Proteine 0,3 g Grassi 0,2 g di cui saturi 0,03 g Carboidrati 13,8 g di cui zuccheri 10,4 g Fibre 2,4 g Vitamina C 4,6 mg Indice glicemico 36 Colesterolo 0 g Potassio 107 mg Fosforo 11 mg Colina 3,4 mg (fonte USDA) Mele: proprietà nutrizionali La mela contiene diverse vitamine (B1, B2, B3, Folati, Vitamina A e Vitamina C) e minerali (sodio, potassio, ferro, calcio e magnesio). Tra questi, i componenti maggiormente presenti nel frutto sono la vitamina C e il potassio
- Vitamina C: conosciuta anche come acido ascorbico, la vitamina C è un potentissimo antiossidante molto comune nella frutta. Rappresenta un co-fattore essenziale nella sintesi di proteine e ormoni, contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, alla normale funzione del sistema immunitario, anche durante e dopo l’esercizio fisico intenso, alla formazione di collagene (dotato di un ruolo strutturale nei vasi sanguigni, le ossa e la pelle), al metabolismo energetico, alla funzione del sistema nervoso, alla riduzione dell’affaticamento e aumenta la biodisponibilità del ferro alimentare.
- Potassio: è il minerale principale nelle mele, implicato in diversi processi fisiologici importanti come la trasmissione degli impulsi nervosi, lo scambio idro-salino a livello cellulare, la contrattilità dei muscoli lisci (come i vasi sanguigni) e di quelli striati (come i muscoli scheletrici), il rilascio dei secreti e degli increti da parte delle cellule endocrine e delle ghiandole esocrine (si tratta di ghiandole che versano il loro secreto all’esterno del corpo o in cavità comunicanti con l’esterno come quelle sudoripare, lacrimali e salivari) e la regolazione della pressione arteriosa.
Sono presenti, inoltre, diverse sostanze che conferiscono alla mela proprietà antiossidanti. Tra queste troviamo in buone quantità la quercitina (ruolo anti-infiammatorio, anti-virale, anti-cancro e anti-depressivo), la catechina (famosa la sua presenza nel tè verde, agisce migliorando le funzioni cerebrali e muscolari), l’acido clorogenico (presente anche nel caffè verde, utile nel ridurre la glicemia e favorire la perdita di peso).
Un’altro componente presente nelle mele (in particolare nella buccia) è l’acido malico, sostanza antinfiammatoria e antiossidante che, secondo diversi studi, aiuterebbe anche a prevenire le malattie cardiovascolari.
Mele, benefici per la salute
- Le mele favoriscono la perdita di peso. Grazie alla ricchezza in fibre e al basso apporto calorico le mele solo l’alleato ideale per mantenerci in forma
- Le mele controllano la glicemia e prevengono il diabete. Responsabili di questa straordinaria proprietà non sono solo le fibre ma anche l’azione delle molecole antiossidanti che sembrano in grado di rallentare la digestione degli zuccheri, in modo che vengano assorbiti più lentamente
- Riduzione del colesterolo e prevenzione delle malattie cardiache. Sono diversi gli studi che dimostrano come il consumo quotidiano di mele porti a una riduzione dei livelli di colesterolo totale e di conseguenza a una riduzione dell’accumulo delle placche aterosclerotiche. L’azione sembrerebbe essere mediata in particolare dalla pectina, la fibra solubile di cui sono ricche le mele
- Effetto anti-cancro della mela. I fitonutrienti contenuti nelle mele sarebbero in grado di proteggere l’organismo dallo sviluppo del tumore ai polmoni, al seno e al colon-retto. In particolare l’azione sembrerebbe essere mediata dalla fisetina che causerebbe l’apoptosi (morte programmata) delle cellule tumorali
- Azione probiotica. Le mele contengono la pectina, un tipo di fibra solubile che agisce da vero e proprio probiotico, alimentando e favorendo la crescita dei batteri positivi presenti nell’intestino, mantenendo la regolarità intestinale e migliorando le condizioni di irregolarità intestinale come la stipsi e/o la dissenteria
- Effetto anti-asma. Tra le proprietà delle mele troviamo anche benefici a livello polmonare. Secondo alcuni studi infatti, gli antiossidanti presenti nelle mele sarebbero in grado di proteggere i polmoni dal danno ossidativo. In particolare la quercitina aiuterebbe a regolare il sistema immunitario e a ridurre l’infiammazione.

(tratto da www.viversano.net)
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