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Emergenza siccità: gli interventi del Ministero all’Agricoltura

A seguito dalla siccità che ha colpito tutto il Paese, il Mipaaf ha attivato alcune misure di contrasto all’emergenza. In particolare il Ministero è intervenuto su: attivazione del fondo di solidarietà nazionale per le regioni del Mezzogiorno, aumento degli anticipi dei fondi europei Pac, 700 milioni di euro per piano di rafforzamento ed efficientamento delle infrastrutture irrigue.

Attivazione fondo solidarietà nazionale:
Le aziende colpite dalla prolungata siccità e che non abbiano sottoscritto polizze assicurative potranno accedere ai benefici per favorire la ripresa dell’attività produttiva previsti dalla legge 102 del 2004. Le Regioni interessate possono deliberare la proposta di declaratoria di eccezionalità degli eventi atmosferici entro il 30 dicembre 2017.

Aumento anticipo fondi europei:
Il Mipaaf, per garantire maggiora liquidità alle imprese agricole, ha anche chiesto alla Commissione europea di:
- autorizzare l’erogazione di anticipi almeno fino al 70% per i pagamenti diretti e almeno fino all’85% per il sostegno concesso nell’ambito delle misure a superficie dello sviluppo rurale;
- applicare una deroga sul greening che consenta agli agricoltori di utilizzare i terreni lasciati a riposo per il pascolo/sfalcio anche nei periodi in cui tale pratica è vietata.

700 milioni di euro per piano su infrastrutture irrigue:
Come investimento strategico sul medio periodo il Mipaaf ha attivato un bando per migliorare le infrastrutture irrigue con una dotazione finanziaria di circa 600 milioni di euro e che verrà chiuso entro il 31 agosto. A questo si aggiunge un investimento di 107 milioni di euro su 6 opere irrigue già cantierabili e i cui lavori partiranno nei primi mesi del 2018.

Gli effetti della siccità – analisi del CREA
Secondo un’analisi del Crea, ente di ricerca del Mipaaf, nel solo 2016 la temperatura media annua ha segnato un nuovo record, risultando superiore di +1,35 °C, rispetto al trentennio 1961-1990.
A questa situazione, si devono aggiungere le anomalie idrologiche e termiche che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, con temperature nettamente superiori alla media (+3,2 °C), associate ad una forte riduzione delle precipitazioni (-53% rispetto alla media del mese di giugno).
La situazione di siccità degli ultimi mesi si è ulteriormente aggravata in maggio e giugno 2017, causando danni su tutto il territorio, con effetti particolarmente gravi soprattutto nei distretti idrografici delle Alpi orientali e della regione padana, dove, ad esempio, il livello idrometrico del fiume Po – dal cui bacino idrico dipende il 35% della produzione agricola nazionale – è sceso 3,23 metri sotto lo zero idrometrico.
Tali condizioni hanno prodotto, e stanno producendo, un grave danno economico alle colture e agli allevamenti. Le prime stime evidenziano perdite di produzione nell’ordine del 40-50% nel settore cerealicolo, oltre ad una consistente contrazione nella produzione nazionale di latte.
Abbiamo registrato con soddisfazione – ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – le dichiarazioni e gli intenti di leader politici della maggioranza e dell’opposizione, forze tutte concordi sulla necessità di intervenire per fronteggiare le emergenze in atto, in modo che l’agricoltura non perda le posizioni conquistate grazie alla ricerca, all’innovazione tecnologica e alla sua capacità di competere sui mercati internazionali. Vogliamo continuare a garantire prodotti di qualità per il 100% degli italiani senza che questi danni incidano sulle nostre possibilità e capacità produttive. Ci auguriamo che le sollecitazioni politiche possano tradursi in interventi congrui ed immediati di ristoro degli agricoltori”.

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